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La Robin tax divide Draghi e Tremonti

da RomaUna volta tanto, all’assemblea dell’Abi di ieri, gli elementi che uniscono Giulio Tremonti e Mario Draghi sono maggiori di quelli che li dividono. Ma bisogna farli decantare dalla «nebbia» della Robin Hood Tax. Per il governatore la minore deducibilità fiscale prevista comporterà un aumento dei costi del sistema bancario «di quasi 10 punti base»: l’1%. Per il ministro è importante non traslare questi aumenti sulla clientela. «Una vecchia dottrina preferiva tassare gli operai, gli unici che non possono traslare i costi su altri».Che Tremonti abbia apprezzato «molto, molto» le parole di Draghi lo dice in apertura di intervento. E non poteva essere altrimenti. Con toni diversi (asettico, quello del governatore; ricco di citazioni quello del ministro: dalla Genesi, a Benedetto XV, ai Promessi Sposi) entrambi mandano un segnale forte al sistema bancario. E nella stessa direzione. L’economia italiana – dice il numero uno di Banca d’Italia di fronte alla «confindustria» delle banche – è in una fase di stagnazione, amplificata dall’inflazione. Il sistema finanziario non si è ancora ristabilito dalla crisi. Le banche hanno difficoltà a raccogliere capitali. E «l’inaridirsi di canali di approvvigionamento induce le banche a collocare nuove emissioni prevalentemente presso la clientela al dettaglio». Queste emissioni, però, «devono essere offerte solo a clientela selezionata».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274967

Luglio 10, 2008 - Pubblicato da gifalia | free news | , , , , | Ancora nessun commento.

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