Pakistan, per ora nessuno rimpiange il tramonto del generale
pakistan,per,ora,nessworldPer ora sono tutti contenti, e chi non lo è, ostenta per lo meno un atteggiamento benevolmente neutrale. Nessuno insomma si strappa i capelli di fronte all’uscita di scena di Pervez Musharraf. Ognuno ha i suoi motivi. Al Qaeda ad esempio considerava il leader pachistano «uno dei maggiori nemici dell’Islam, se non il maggiore». Il giudizio è stato ribadito in un messaggio audio diffuso via Internet due giorni fa dal vice di Osama Bin Laden, l’egiziano Ayman al-Zawahri. Gli integralisti odiavano Musharraf per il voltafaccia del settembre 2001, quando smise di proteggere i talebani e si unì alla coalizione internazionale che ne rovesciò il regime e costrinse alla macchia le milizie qaediste loro ospiti in Afghanistan. Anche la filiale pachistana dei talebani plaude al ritiro di Musharraf. Ma il generale-presidente era considerato un avversario, sul versante opposto, anche dai partiti storici pachistani, quelli che lui con il golpe del 1999 aveva messo fuori gioco. Destituirlo era diventato per loro la premessa indispensabile al pieno ripristino della democrazia. La lista degli entusiasti probabilmente finisce qui. Hamid Karzai, il capo del governo filo-occidentale di Kabul, ha detto di sperare che «le dimissioni di Musharraf abbiano effetti positivi sul rafforzamenteo della democrazia e delle istituzioni civili in Pakistan». Karzai aveva spesso aspramente criticato Musharraf per l’insufficiente sostegno ricevutone nel contrasto armato ai fondamentalisti, cacciati dal potere ma non sconfitti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78137 newsuno,rimpiange,il,tramonto,del,generale
Georgia, fumata nera all’Onu. Medvedev: ritiro entro il 22
georgia,fumata,nera,anotiIl braccio di ferro diplomatico tra Stati Uniti e Russia travolge l’Europa e ora anche l’Onu. Ennesima fumata nera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Georgia: l’ambasciatore russo all’Onu Vitaly Ciurkin ha fatto capire che avrebbe posto il veto su una risoluzione proposta dalla Francia a nome dell’Unione europea. Il diplomatico di Mosca ha sottolineato che il breve testo preparato da Parigi non «rispecchia chiaramente i sei punti del piano di pace sottoscritto dai presidenti russo (Dimitri Medvedev) e da quello francese (Nicolas Sarkozy)». In particolare, la Russia considera fondamentale il sesto punto del documento congiunto, il quale chiede l’apertura di negoziati internazionali sullo “status” futuro delle due regioni separatiste georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, appoggiate da Mosca. Non è un caso che questo ultimo punto sia stato eliminato, su richiesta di Tbilisi, nella versione del piano sottoscritta dal presidente georgiano Mikhail Saakashvili, che in realtà ha firmato un documento diverso da quello preparato da Medvedev e Sarkozy, con un paragrafo in meno. «Dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto con i nostri colleghi francesi in questi giorni, ci saremmo aspettati che la bozza rispecchiasse chiaramente tutti e sei i punti del piano di pace», ha detto Ciurkin, ammonendo Jean-Pierre Lacroix, incaricato d’affari della rappresentanza permanente della Francia all’Onu. Data la posizione della Russia, i Quindici hanno deciso di non mettere al voto il testo, che sarebbe stato sicuramente bloccato da un “niet” dell’ambasciatore russo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78183 zie italiall,onu,medvedev,ritiro,entro,il
Roma, in 30mila alla Camera ardente del presidente della Roma Franco Sensi
Un silenzioso e lungo serpentone umano percorre l’aula Giulio Cesare, dove da è allestita la camera ardente per Franco Sensi, il ‘presidentissimo’ della Roma che si è spento nella notte tra domenica e lunedì ad 82 anni. Il feretro, accolto dal vicesindaco della capitale Mauro Cutrufo, si trova nella stessa aula che a suo tempo ha ospitato la camera ardente di Alberto Sordi, solitamente riservata ai sindaci della città: due composizioni di fiori bianchi sono ai piedi della bara, sopra la quale è adagiata una bandiera con i colori giallorossi della Roma. Lo stendardo è issato a lutto dietro al feretro e vigilato da due ragazzi della primavera della squadra. Accanto a Franco la moglie Maria e le tre figlie, Maria Cristina, Silvia e Rosella e il vicepresidente della Roma Ciro De Martini. Chi viene a rendere omaggio lascia una poesia, una sciarpa giallorossa: dalle 6 della mattina sono già in 30mila che hanno voluto rendere omaggio al presidente giallorosso. Nessun fiore: la famiglia ha preferito invitare tutti a fare delle donazioni per l’ospedale Gemelli. Gavino Angius è stato tra i primi a salutare Franco Sensi. E poi ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il prefetto di Roma Carlo Mosca. Politici, come Paolo Cento, e personalità dello spettacolo da Antonello Venditti a Simona Marchini, l’ex centravanti della Roma Abel Balbo, il popolare ex speaker dell’Olimpico Carlo Zampa. Si è fermato a lungo davanti al feretro di Franco Sensi, parlando fittamente con Rosella, amministratrice delegata della Roma.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78146
Venti agosto: Guarderò la semifinale in tv…
Josefa festeggia la vittoriaSe si tratta di Olimpiadi, lei è una certezza. Josefa Idem ha scelto Unita.it per descrivere ogni giorno le sensazioni e le emozioni dei suoi settimi Giochi. Iniziò a Los Angeles nell’ormai lontano 1984 quando gareggiava per la Germania Ovest. Poi sono venute Seul (ancora con la maglia tedesca) e le quattro olimpiadi dopo il passaggio ai colori azzurri: Barcellona, Atlanta, Sydney e Atene. L’Italia come scelta di vita, come paese dove sposarsi (nel 1990) con il suo attuale tecnico Guglielmo Guerrini e far crescere due figli (Janek 13 anni e Jonas, 5 anni), oltre all’impegno sociale e politico nella sua Ravenna. Il suo palmares è impressionante con decine di ori fra Mondiali ed Europei, mentre alle Olimpiadi è salita su tutti e tre i gradini del podio: prima a Sydney nel 2000, seconda ad Atene nel 2004, terza ad Atlante 1996. Venti agosto«Non sono molto affaticata». Il giorno dopo l’esordio alla sua settima olimpiade, Josefa Idem è serafica. La canoista italo-tedesca ha vinto per così dire in scioltezza la difficile batteria per l’accesso alla finale di sabato. E in scioltezza è giunta prima, guadagnando l’accesso diretto, saltando le semifinali di giovedì. «In fondo, mi ero preparato per questo», dice scherzando. «Ero molto fiduciosa e ora sto bene, anzi mi guardo le altre in tv». «Ora abbiamo il bar in camera: abbiamo ricevuto in eredità dalla squadra di canottaggio una caffettiera: ci stiamo facendo il caffè e lo facciamo a chi ce lo chiede!», dice sorridendo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78213
Berlusconi: «Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato»
Naturalmente, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto metter cappello anche sui successi della diplomazia europea. «Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato», ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista al settimanale Tempi, a proposito della crisi in Georgia. «Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi. Abbiamo evitato un inutile bagno di sangue», ha concluso. Poche ore dopo, come di consueto, la smentita. «Non ho mai pronunciato quella frase», ha fatto sapere il premier con una nota. «Il testo scritto dell’intervista -si legge nel comunicato di palazzo Chigi- è stato consegnato al direttore di ‘Tempi’, Amicone, che aveva inviato precedentemente una serie di domande e poi insistito a lungo per ottenere le riposte definitive». «Tutto qui, tutto è avvenuto alla luce del sole in un corretto rapporto tra intervistato e la rivista ‘Tempì, che ora sconvolge ogni regola cercando -conclude la nota- di attirare l’attenzione su di sé con una frase frutto, nella migliore delle ipotesi di un equivoco, per non dire inventata. Ogni altro commento appare assolutamente fuori luogo».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78255
Berlusconi: «In autunno la nuova Alitalia»
da MilanoAltri tasselli si sono aggiunti ieri al mosaico per il salvataggio di Alitalia, mentre si intensificano le polemiche politiche. Il governo troverà una soluzione per la compagnia all’inizio di autunno. Dopo le indiscrezioni di questi giorni su possibili 5mila esuberi contenuti nel piano dell’advisor Intesa Sanpaolo, il premier Silvio Berlusconi al Tg5 della sera ha garantito che si troverà una soluzione di buon senso e che se Alitalia fallisse sarebbero 20mila le persone senza lavoro. «Dal punto vista dei tempi – ha detto – credo che all’inizio dell’autunno riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo: mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. Abbiamo la certezza di un piano industriale, abbiamo i capitali, i soci, stiamo trattando con compagnie straniere».Sugli esuberi Berlusconi ha risposto: «Credo che ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova compagnia, ma contro questa possibilità ce ne è una sola: che fallisca e che 20mila persone perdano il posto di lavoro». «La soluzione sarà di buon senso», ha concluso il premier.«Tutti i nomi saranno resi noti a settembre», aveva affermato in precedenza il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, nel corso della trasmissione Unomattina, parlando della cordata italiana per Alitalia. Rispondendo alle critiche avanzate da Veltroni, Bonaiuti ha aggiunto: «Vorrei ricordare una cosa che Veltroni sembra dimenticare: cioè che quando venne presentato il piano per l’ingresso di Air France con le Borse ancora aperte, il titolo perse il 19,5%.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280131
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