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Nel Cile del dopo Pinochet i registi ombra pesano ancora

Forse nessun giornale e nessuna tv ricorderanno l’altro 11 settembre: 35 anni fa a Santiago, dove moriva Salvador Allende travolto dal colpo di stato di Pinochet. Tremilatrecento persone sono state uccise dopo lo sfinimento della tortura. Quasi un milione di cileni hanno preso la strada dell’esilio. Per anni hanno rimpianto da lontano il sogno della democrazia che il piccolo presidente stava costruendo «dalla parte della gente non con la dittatura del popolo». Era un riformista, ecco perché veniva considerato pericoloso. La ragione resiste al tempo; la violenza degli scontri armati alla fine si esaurisce nella sconfitta. L’esempio di Allende poteva diventare devastante. E la Casa Bianca anni 70 si spaventava. Ha risolto con 12 milioni di dollari versati dall’amministrazione Nixon e distribuiti a rivoltosi e killer dal premio Nobel per la pace Henry Kissinger il quale ha preparato con cura colpo di stato e delitti eccellenti per eliminare i generali fedeli alla costituzione. I documenti segreti resi trasparenti da Bill Clinton prima di lasciare Washington, raccontano la storia esemplare di un grande Paese terrorizzato non dal «comunismo» che a parte le marce cubane ha animato guerriglie perdenti ed élites latino americane, ma dall’idea di perdere potere nel sub continente dove gli Usa regnavano da quasi un secolo. È il timore che ha sconvolto il Cile, paese meno latino delle nazioni latine. Serviva una morte preventiva per raffreddare gli entusiasmi degli altri nazionalismi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78905

Settembre 17, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Pakistan, per ora nessuno rimpiange il tramonto del generale

pakistan,per,ora,nessworldPer ora sono tutti contenti, e chi non lo è, ostenta per lo meno un atteggiamento benevolmente neutrale. Nessuno insomma si strappa i capelli di fronte all’uscita di scena di Pervez Musharraf. Ognuno ha i suoi motivi. Al Qaeda ad esempio considerava il leader pachistano «uno dei maggiori nemici dell’Islam, se non il maggiore». Il giudizio è stato ribadito in un messaggio audio diffuso via Internet due giorni fa dal vice di Osama Bin Laden, l’egiziano Ayman al-Zawahri. Gli integralisti odiavano Musharraf per il voltafaccia del settembre 2001, quando smise di proteggere i talebani e si unì alla coalizione internazionale che ne rovesciò il regime e costrinse alla macchia le milizie qaediste loro ospiti in Afghanistan. Anche la filiale pachistana dei talebani plaude al ritiro di Musharraf. Ma il generale-presidente era considerato un avversario, sul versante opposto, anche dai partiti storici pachistani, quelli che lui con il golpe del 1999 aveva messo fuori gioco. Destituirlo era diventato per loro la premessa indispensabile al pieno ripristino della democrazia. La lista degli entusiasti probabilmente finisce qui. Hamid Karzai, il capo del governo filo-occidentale di Kabul, ha detto di sperare che «le dimissioni di Musharraf abbiano effetti positivi sul rafforzamenteo della democrazia e delle istituzioni civili in Pakistan». Karzai aveva spesso aspramente criticato Musharraf per l’insufficiente sostegno ricevutone nel contrasto armato ai fondamentalisti, cacciati dal potere ma non sconfitti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78137 newsuno,rimpiange,il,tramonto,del,generale

Agosto 24, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Georgia, fumata nera all’Onu. Medvedev: ritiro entro il 22

georgia,fumata,nera,anotiIl braccio di ferro diplomatico tra Stati Uniti e Russia travolge l’Europa e ora anche l’Onu. Ennesima fumata nera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Georgia: l’ambasciatore russo all’Onu Vitaly Ciurkin ha fatto capire che avrebbe posto il veto su una risoluzione proposta dalla Francia a nome dell’Unione europea. Il diplomatico di Mosca ha sottolineato che il breve testo preparato da Parigi non «rispecchia chiaramente i sei punti del piano di pace sottoscritto dai presidenti russo (Dimitri Medvedev) e da quello francese (Nicolas Sarkozy)». In particolare, la Russia considera fondamentale il sesto punto del documento congiunto, il quale chiede l’apertura di negoziati internazionali sullo “status” futuro delle due regioni separatiste georgiane dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, appoggiate da Mosca. Non è un caso che questo ultimo punto sia stato eliminato, su richiesta di Tbilisi, nella versione del piano sottoscritta dal presidente georgiano Mikhail Saakashvili, che in realtà ha firmato un documento diverso da quello preparato da Medvedev e Sarkozy, con un paragrafo in meno. «Dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto con i nostri colleghi francesi in questi giorni, ci saremmo aspettati che la bozza rispecchiasse chiaramente tutti e sei i punti del piano di pace», ha detto Ciurkin, ammonendo Jean-Pierre Lacroix, incaricato d’affari della rappresentanza permanente della Francia all’Onu. Data la posizione della Russia, i Quindici hanno deciso di non mettere al voto il testo, che sarebbe stato sicuramente bloccato da un “niet” dell’ambasciatore russo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78183 zie italiall,onu,medvedev,ritiro,entro,il

Agosto 24, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Roma, in 30mila alla Camera ardente del presidente della Roma Franco Sensi

Un silenzioso e lungo serpentone umano percorre l’aula Giulio Cesare, dove da è allestita la camera ardente per Franco Sensi, il ‘presidentissimo’ della Roma che si è spento nella notte tra domenica e lunedì ad 82 anni. Il feretro, accolto dal vicesindaco della capitale Mauro Cutrufo, si trova nella stessa aula che a suo tempo ha ospitato la camera ardente di Alberto Sordi, solitamente riservata ai sindaci della città: due composizioni di fiori bianchi sono ai piedi della bara, sopra la quale è adagiata una bandiera con i colori giallorossi della Roma. Lo stendardo è issato a lutto dietro al feretro e vigilato da due ragazzi della primavera della squadra. Accanto a Franco la moglie Maria e le tre figlie, Maria Cristina, Silvia e Rosella e il vicepresidente della Roma Ciro De Martini. Chi viene a rendere omaggio lascia una poesia, una sciarpa giallorossa: dalle 6 della mattina sono già in 30mila che hanno voluto rendere omaggio al presidente giallorosso. Nessun fiore: la famiglia ha preferito invitare tutti a fare delle donazioni per l’ospedale Gemelli. Gavino Angius è stato tra i primi a salutare Franco Sensi. E poi ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il prefetto di Roma Carlo Mosca. Politici, come Paolo Cento, e personalità dello spettacolo da Antonello Venditti a Simona Marchini, l’ex centravanti della Roma Abel Balbo, il popolare ex speaker dell’Olimpico Carlo Zampa. Si è fermato a lungo davanti al feretro di Franco Sensi, parlando fittamente con Rosella, amministratrice delegata della Roma.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78146

Agosto 24, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

«Voglio vedere in faccia l’assassino di mia figlia»

nonostro inviato a San Giorgio delle Pertiche (Padova)Qualche giorno fa, prima che Victor fosse arrestato, gli aveva augurato di fare la stessa fine di sua figlia. Lo sfogo duro, amarissimo, di un padre distrutto. Parole tremende, dette davanti alle telecamere, che però hanno dato una scossa alle indagini spagnole. Ieri Ruggero Squarise, attraverso i suoi avvocati, è uscito nuovamente dal silenzio angosciato che lo unisce alla moglie Maria Grazia. E ancora una volta si è rivolto al «gordo», il «ciccione» che ha confessato di aver ammazzato Federica. «Voglio guardare negli occhi l’assassino di mia figlia», sono le sue parole. «Voglio assistere al suo processo in Spagna per guardarlo in faccia».La mamma di Federica tace ancora. Il suo unico desiderio, secondo i legali, è che lo strazio dell’attesa finisca in fretta. Che si spengano i riflettori sul suo tormento, che arrivi il corpo della figlia, che tornino i due figli Roberta e Mattia partiti per ritrovare la sorella. «Voglio riabbracciarli tutti al più presto», ha confidato.Il marito invece pensa soltanto all’uomo che gli ha strappato la Chicca. «Più passa il tempo più aumenta il loro sconforto», riferiscono i legali.Ogni giorno è una nuova coltellata al cuore. Le prime indiscrezioni, le immagini dell’arresto, la foto (scattata dall’amica Stefania Perin) di Federica abbracciata e baciata dal giovane uruguaiano che qualche ora dopo le avrebbe tolto la vita.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275450 tizie oggi

Luglio 12, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

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Luglio 8, 2008 Pubblicato da gifalia | Uncategorized | | 1 Commento