Ughi: la musica maestra di civiltà e di buon gusto
Che cosa può concedere alla musica un artista che alla musica ha già dato tutto? Trasferire il proprio amore alle generazioni che vengono. Ribellarsi all’appiattimento imperante, aprire il mondo alla musica alta, educare all’ascolto e avvicinare a sé, al proprio gusto del sublime, i giovani interpreti di talento. È ciò che Uto Ughi, genio assoluto del violino, prova a fare da almeno un decennio, fedele al motto dostoiewskiano della «bellezza che salverà il mondo».Ma non è certo con la distanza, che Ughi persegue il suo impegno. Umile è il suo rapportarsi con un’esperienza che porta i ragazzi nelle chiese più belle e nei maggiori teatri di Roma ad ascoltare i classici interpretati da altri giovani. «La chiave di tutto è la conoscenza – dice Ughi senza enfasi -, ed è giusto dare ai ragazzi la possibilità di sapere». Anno dopo anno, «semina dopo semina», come ama dire lui, il violinista continua a farsi promotore di questa speciale missione. Così come continua ad amareggiarsi quando gli stranieri trasecolano di fronte all’incuria nella quale viene lasciato il patrimonio artistico italiano, oppure perché i giovani talentuosi, dopo anni e anni di sacrifici nei conservatori, restano disoccupati. «Ci vorrebbe un festival dedicato alla musica in tutte le città italiane, solo allora potrebbe verificarsi un risveglio culturale», non demorde Ughi presentando la rassegna da lui ideata, e giunta alla decima edizione (dal 22 settembre all’8 ottobre).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290976
Venti agosto: Guarderò la semifinale in tv…
Josefa festeggia la vittoriaSe si tratta di Olimpiadi, lei è una certezza. Josefa Idem ha scelto Unita.it per descrivere ogni giorno le sensazioni e le emozioni dei suoi settimi Giochi. Iniziò a Los Angeles nell’ormai lontano 1984 quando gareggiava per la Germania Ovest. Poi sono venute Seul (ancora con la maglia tedesca) e le quattro olimpiadi dopo il passaggio ai colori azzurri: Barcellona, Atlanta, Sydney e Atene. L’Italia come scelta di vita, come paese dove sposarsi (nel 1990) con il suo attuale tecnico Guglielmo Guerrini e far crescere due figli (Janek 13 anni e Jonas, 5 anni), oltre all’impegno sociale e politico nella sua Ravenna. Il suo palmares è impressionante con decine di ori fra Mondiali ed Europei, mentre alle Olimpiadi è salita su tutti e tre i gradini del podio: prima a Sydney nel 2000, seconda ad Atene nel 2004, terza ad Atlante 1996. Venti agosto«Non sono molto affaticata». Il giorno dopo l’esordio alla sua settima olimpiade, Josefa Idem è serafica. La canoista italo-tedesca ha vinto per così dire in scioltezza la difficile batteria per l’accesso alla finale di sabato. E in scioltezza è giunta prima, guadagnando l’accesso diretto, saltando le semifinali di giovedì. «In fondo, mi ero preparato per questo», dice scherzando. «Ero molto fiduciosa e ora sto bene, anzi mi guardo le altre in tv». «Ora abbiamo il bar in camera: abbiamo ricevuto in eredità dalla squadra di canottaggio una caffettiera: ci stiamo facendo il caffè e lo facciamo a chi ce lo chiede!», dice sorridendo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78213
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